Gli annunci sull’intelligenza artificiale e sulla protezione dei minori, così come il richiamo all’unità europea, sono stati accolti positivamente dagli eurodeputati Pd e dalla presidente del gruppo S&D, Iratxe García. Dal dibattito seguito all’annuale discorso sullo Stato dell’Unione della presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen, che si è tenuto questa mattina nell’aula della plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, è arrivata però una richiesta precisa: alle parole seguano scelte concrete su fisco, costo della vita, Green Deal, casa e lavoro.
«L’Unione “mai così forte” e “mai così precaria”, dice von der Leyen. Vero. A fare la differenza è la capacità di decidere», ha osservato Giorgio Gori. Finché su esteri, difesa, fisco e investimenti servirà l’unanimità dei Ventisette, «la precarietà rischia di prevalere sulla forza». Nicola Zingaretti ha posto al centro la giustizia fiscale. «Sette società digitali americane, insieme, valgono più del Pil dell’intera Unione europea», mentre le piattaforme pagano in media il 15% di imposte e commercianti, artigiani e Pmi quasi il doppio. Il capodelegazione Pd ha ricordato la tassa sui servizi digitali annunciata nel 2020 e poi fermata: «Paghino gli oligarchi e investiamo nell’innovazione, nella sanità, nella scuola, nella ricerca. Perché ora non servono parole».
Sull’intelligenza artificiale, Brando Benifei ha apprezzato il richiamo all’AI Act e alla cooperazione con Canada e Regno Unito. Ma l’Europa, ha avvertito, non può «limitarsi a regolare o applicare tecnologie sviluppate altrove»: deve rafforzare calcolo, cloud e semiconduttori e rilanciare «l’idea di un CERN dell’Intelligenza Artificiale», pubblico, indipendente e dotato di risorse permanenti. Consenso anche sul Kids Act. Dario Nardella condivide il divieto dei social sotto i 13 anni e dei profili personali sotto i 15, necessario contro abuso degli smartphone e cyberbullismo. Sandro Ruotolo ha sottolineato che «gli algoritmi non si fermano alle frontiere»: «La responsabilità non può essere scaricata sui minori e sulle famiglie. Deve essere delle piattaforme». Protezione dei ragazzi e difesa della democrazia «sono parti della stessa sfida».
Camilla Laureti ha legato la credibilità europea alla vita quotidiana. Energia, benzina, alloggi e cibo «hanno toccato livelli insostenibili» e gli alimenti sono rincarati del 30% in cinque anni senza benefici per i produttori. «Cibo equo, sano e giusto, difesa del Pianeta, Green Deal e reddito degli agricoltori devono stare nella stessa politica europea».
Iratxe García ha chiesto un bonus sociale finanziato tassando gli extraprofitti energetici. «La semplificazione non può trasformarsi in una deregolamentazione mascherata», ha detto, ribadendo neutralità climatica al 2050 e investimenti nell’adattamento. «Vivere con dignità non è solo un valore europeo, è anche un diritto»: servono leggi europee su casa e posti di lavoro di qualità, regole eque per l’IA sul lavoro e più contrattazione collettiva.
L’S&D respinge tagli a coesione, agricoltura e investimenti sociali e chiede risorse proprie e debito comune per difesa e transizioni verde e digitale. García ha invocato fermezza dall’Ucraina a Gaza e accolto l’alleanza con il Canada. La conclusione è politica: «L’Europa avrà successo solo se le forze filoeuropee lavoreranno insieme, non guardando all’estrema destra, ma andando avanti insieme».