Brando Benifei
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Esteri
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Benifei: Utoya fu gesto neofascista, questi non sono fantasmi del passato

“Quindici anni fa, a Utoya e Oslo, l’Europa fu colpita da uno degli attentati politici più atroci della sua storia recente. Non fu un gesto di follia isolata, ma un progetto terroristico lucidamente ispirato dall’ideologia neofascista e neonazista: colpire ragazze e ragazzi impegnati in politica per decapitare la futura classe dirigente del Partito Laburista norvegese e seminare paura nella democrazia. Per questo Utoya rappresenta qualcosa di ancora più terribile: il tentativo deliberato di eliminare, con la violenza, il futuro di una società libera. Il neofascismo e il neonazismo sono un veleno che si adatta ai tempi, cambia linguaggio e strumenti, ma conserva intatta la propria natura antidemocratica e violenta”. Lo afferma l’eurodeputato del Pd Brando Benifei, ricordando gli attentati di Oslo e Utoya del 2011.

“Di fronte a quella ferita, il nostro dovere è continuare a chiamare le cose con il loro nome e a non concedere mai alcuna legittimazione alle ideologie dell’odio e del suprematismo, tema che riguarda noi europei ma anche gli americani e le società occidentali in generale”, sottolinea l’esponente dem, evidenziando che “oggi quelle stesse ideologie continuano a circolare e a radicalizzare nuove generazioni, alimentate dalla propaganda online, dal discorso d’odio, dalle teorie del complotto e dalla disinformazione. Sarebbe un errore gravissimo considerarle un fenomeno marginale o relegato al passato”. “Ricordare Utoya significa assumersi una responsabilità politica: difendere la democrazia, educare al pensiero critico, contrastare l’odio in ogni sua forma e impedire che chi predica la violenza trovi ancora spazio per trasformare le parole in sangue”, conclude Benifei.