L’ultima risoluzione annuale del Parlamento Europeo scatta una fotografia nitida del percorso verso l’Agenda 2030: nonostante siano stati fatti importanti passi in avanti negli ultimi anni, per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) serve colmare un divario economico pesante, aggravato dai recenti tagli internazionali e dalla situazione geopolitica. L’obiettivo dell’Europa è chiaro: guidare una coalizione internazionale, colmare il vuoto dei finanziamenti e unire i target climatici ai piani industriali.
Nel 2015 i Paesi riuniti nelle Nazioni Unite si erano dati 17 obiettivi da raggiungere nel 2030 per sradicare la povertà, ridurre le disuguaglianze e proteggere il pianeta. Ora le commissioni Sviluppo e Ambiente hanno approvato una relazione che evidenzia come il deficit annuo di investimenti necessari per conseguire gli obiettivi abbia raggiunto circa 4.000 miliardi di dollari.
Il testo, adottato con 66 voti favorevoli, 17 contrari e 7 astensioni, sarà sottoposto al voto della plenaria del Parlamento europeo nel corso della sessione di settembre. La relazione arriva in vista del Forum politico di alto livello delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile, in programma nel luglio 2026.
Secondo gli eurodeputati, a cinque anni dalla scadenza fissata dall’Agenda 2030, i progressi registrati a livello globale restano insufficienti. Il Parlamento sottolinea che il ritmo attuale non consente di conseguire la maggior parte degli obiettivi concordati dalla comunità internazionale e richiama l’attenzione sull’impatto delle crisi multiple che hanno rallentato o invertito i risultati ottenuti in diversi settori. La relazione evidenzia inoltre come l’elevato indebitamento di molti Paesi a basso e medio reddito rappresenti un ostacolo significativo agli investimenti necessari per lo sviluppo sostenibile. Gli eurodeputati chiedono pertanto misure volte a rafforzare la sostenibilità del debito e a migliorare l’accesso ai finanziamenti per i Paesi più vulnerabili.
Particolare attenzione viene dedicata al ruolo delle donne e delle ragazze, che continuano a essere colpite in misura sproporzionata dalla povertà, dalle crisi umanitarie, dai cambiamenti climatici, dai conflitti e dall’insicurezza alimentare. La relazione richiama la necessità di integrare la dimensione di genere nelle politiche di sviluppo e nelle strategie di finanziamento degli SDGs. Il Parlamento europeo invita inoltre l’Unione europea a mantenere un ruolo guida nell’attuazione dell’Agenda 2030, assicurando che il prossimo quadro finanziario pluriennale dell’UE per il periodo 2028-2034 sia coerente con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile e contribuisca concretamente alla loro realizzazione. Gli eurodeputati chiedono che gli SDGs siano integrati in tutte le principali politiche europee e nei processi di programmazione e bilancio dell’Unione.
La relazione sottolinea infine l’importanza di mobilitare maggiori risorse pubbliche e private, rafforzare la cooperazione internazionale e migliorare il coordinamento tra istituzioni, governi e organizzazioni internazionali. Senza un’accelerazione significativa degli investimenti e delle azioni necessarie, avverte il Parlamento europeo, il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile entro il 2030 rischia di allontanarsi ulteriormente.