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Mostra S&D a Strasburgo: i volti e le storie personali della crisi abitativa europea

I volti e le storie personali dietro la crisi abitativa dell’Europa. Il Gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo ha voluto portare a Strasburgo l’iniziativa “Putting a human face to Europe’s housing crisis”, una mostra fotografica dedicata alle conseguenze concrete della crisi abitativa che sta colpendo milioni di cittadini europei.

L’esposizione, inaugurata durante la sessione plenaria del Parlamento europeo, raccoglie le testimonianze di giovani, famiglie, studenti e lavoratori provenienti da diversi Paesi dell’Unione. Persone che, pur avendo un lavoro o un reddito stabile, si trovano sempre più spesso nell’impossibilità di accedere a un alloggio dignitoso e a prezzi sostenibili.
L’obiettivo dell’iniziativa è chiaro: riportare il dibattito europeo sulla casa alla dimensione umana, ricordando che dietro ogni dato ci sono vite, progetti familiari e opportunità negate. Un messaggio che il gruppo S&D porta avanti da anni e che oggi trova finalmente spazio al centro dell’agenda politica europea.

Ad aprire l’evento è stata la presidente del Gruppo S&D, Iratxe García Pérez, che ha definito la crisi abitativa una vera e propria emergenza sociale europea. «Vogliamo costruire un’Europa in cui le persone possano permettersi cibo di qualità, pagare l’affitto senza preoccupazioni costanti e avere accesso a una casa dignitosa e a prezzi accessibili. Troppe persone lavorano duramente ma si ritrovano comunque in situazioni precarie», ha dichiarato.

Parole che fotografano una realtà sempre più diffusa. Secondo i dati ricordati dal gruppo socialista, circa 45 milioni di europei faticano a pagare puntualmente affitto o mutuo. Negli ultimi quindici anni i prezzi delle abitazioni nell’Unione europea sono aumentati del 61%, mentre gli affitti sono cresciuti del 29%. In molte grandi città europee una quota crescente del reddito familiare viene assorbita dai costi abitativi, rendendo sempre più difficile costruire un progetto di vita stabile.
La mostra di Strasburgo nasce proprio dall’esigenza di raccontare questo fenomeno attraverso le storie di chi lo vive ogni giorno. Dall’Italia alla Spagna, dall’Irlanda alla Germania, passando per Austria, Polonia e Danimarca, le testimonianze raccolte mostrano come il problema non riguardi più soltanto le grandi metropoli, ma stia investendo territori molto diversi tra loro.

Tra i protagonisti dell’iniziativa anche Irene Tinagli, presidente della Commissione speciale del Parlamento europeo sulla crisi degli alloggi nell’Unione europea (HOUS), che ha sottolineato come il tema dell’abitare abbia finalmente conquistato una centralità politica senza precedenti nelle istituzioni europee.
«Per la prima volta a livello europeo il tema della casa è diventato una priorità politica», ha spiegato Tinagli. Secondo l’eurodeputata italiana, la questione abitativa non rappresenta soltanto un problema sociale, ma una sfida economica e territoriale che rischia di compromettere la coesione dell’intero progetto europeo. «Abitare è ormai un problema che sta creando criticità sociali ed economiche, oltre che di coesione territoriale», ha evidenziato, ricordando che proprio per affrontare questa emergenza il Parlamento europeo ha deciso, un anno e mezzo fa, di istituire una commissione speciale dedicata alla crisi degli alloggi.

Per Tinagli, il problema è particolarmente evidente nelle grandi città europee, dove l’aumento dei prezzi delle case e degli affitti sta colpendo soprattutto i giovani, gli studenti e le fasce più vulnerabili della popolazione. L’accesso alla casa è diventato infatti uno dei principali fattori di disuguaglianza. Sempre più giovani sono costretti a rimandare l’uscita dalla famiglia d’origine. Molti lavoratori sono obbligati a trasferirsi lontano dai centri urbani, con conseguenze negative sulla qualità della vita e sull’accesso ai servizi. In molte città universitarie trovare una stanza a prezzi sostenibili è diventata una vera e propria impresa.
Per questo, secondo la presidente della commissione HOUS, occorre intervenire contemporaneamente su più fronti.
«È necessario sostenere gli investimenti, accelerare la realizzazione di nuove soluzioni abitative e favorire l’accesso al credito», ha affermato Tinagli, sottolineando come l’Unione europea possa svolgere un ruolo fondamentale nel coordinare e rafforzare gli sforzi degli Stati membri.

La vicepresidente del gruppo per l’Europa sociale, Gaby Bischoff, ha ricordato che la crisi abitativa continua ad aggravarsi e richiede un impegno costante da parte delle istituzioni europee. Per questo motivo i Socialisti e Democratici hanno sostenuto il rinnovo del mandato della commissione parlamentare dedicata alla casa, con l’obiettivo di monitorare l’attuazione delle misure già approvate e mantenere alta la pressione politica sulla Commissione europea.
Al centro delle richieste avanzate dal gruppo socialista vi sono l’aumento degli investimenti pubblici e sociali, il rafforzamento dell’edilizia popolare, la regolamentazione degli affitti turistici di breve durata e il contrasto alla speculazione immobiliare. Secondo i Socialisti e Democratici, infatti, il mercato da solo non è in grado di garantire il diritto all’abitare. Occorre invece una strategia europea capace di mobilitare risorse pubbliche, sostenere gli enti locali e favorire la costruzione di alloggi accessibili.

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