La sconfitta di Viktor Orbán alle elezioni ungheresi segna la fine di una stagione politica durata oltre quindici anni e apre una nuova fase per l’Ungheria e per l’intera Unione europea. Il voto, caratterizzato da un’alta partecipazione, consegna la vittoria a Péter Magyar e viene letto dagli eurodeputati del Partito Democratico come un passaggio storico: la crisi del modello illiberale e dei nazionalismi di destra.
Per Nicola Zingaretti, il risultato va oltre i confini ungheresi: “Il vero colpo politico – ha sottolineato in un’intervista a Repubblica – Meloni lo ha ricevuto dagli italiani e non dagli ungheresi, ma il voto conferma la crisi del nazionalismo di destra come soluzione ai problemi. Sicuramente l’Italia antieuropea di Meloni e Salvini da oggi è più sola. Hanno difeso uno sconfitto. Ora per noi l’obiettivo è chiaro: salvare l’Italia, perché la destra ha fallito alla guida del nostro Paese; rifondare l’Europa, rimettere al centro l’integrazione e il rilancio dei suoi valori fondativi”.
Dello stesso tenore le reazioni degli altri eurodeputati dem. La vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno parla di “una notizia attesa e bellissima: in Ungheria finisce l’era di Orbán, del suo governo illiberale e al soldo del Cremlino. Si volta finalmente pagina. I cittadini hanno scelto l’Europa, la libertà e il futuro. Evviva!”.
Camilla Laureti, vicepresidente del Gruppo S&D, ha sottolineato che “la sconfitta di Orbán, con una grande partecipazione di popolo, è la sconfitta delle destre nazionaliste. Un campanello d’allarme che Meloni, Salvini e Trump non potranno banalizzare. Finisce finalmente una lunga stagione segnata da una vera e propria torsione illiberale dell’Ungheria. E per l’Europa si apre la possibilità di nuove riforme e politiche per essere più forte e più unita, superando la logica del diritto di veto con la quale Orbán ci ha sempre ricattati, anche per fare gli interessi di Putin. Il risultato del voto di questa sera, che ha visto molti giovani partecipare, rappresenta una spinta per le forze democratiche, progressiste ed europeiste”.
Per Giorgio Gori si tratta di “una gran notizia, per l’Ungheria e per l’Europa. Per Péter Magyar non sarà facile riportare il Paese alla normalità: in questi anni Orbán ha stravolto le istituzioni e infiltrato ovunque i suoi uomini. Ma il primo fondamentale passo è fatto: il popolo ungherese ha scelto la democrazia!”.
Secondo Alessandro Zan, l’eurodeputato Pd in prima fila nella battaglia sui diritti, il voto è “uno schiaffo politico che si sente in tutta Europa: milioni di cittadine e cittadini, con una partecipazione altissima, hanno scelto di chiudere un’era e mandare a casa Viktor Orbán. Ai sovranisti che si credevano eterni, e ai loro alleati Donald Trump e Giorgia Meloni, una lezione semplice: quando le persone partecipano, la democrazia presenta il conto”.