Alessandra Moretti
Alessandra Moretti
Diritti
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My Voice, My Choice, per garantire un aborto sicuro in tutta Europa

Mercoledì il Parlamento europeo ha votato l’iniziativa dei cittadini My Voice, My Choice, che chiede di tutelare l’accesso sicuro all’aborto.
Che cos’è un’iniziativa dei cittadini europei? È uno strumento potente che permette agli europei di influire sul programma politico dell’Unione, chiedendo alla Commissione di proporre nuovi atti legislativi su questioni che raccolgono il sostegno di almeno 1 milione di persone in almeno 7 Paesi dell’UE.

My Voice, My Choice, una rete paneuropea che riunisce più di 300 organizzazioni, invita la Commissione a istituire un meccanismo finanziario a sostegno degli Stati membri che decidono volontariamente di aderirvi, per garantire l’aborto a coloro che non vi hanno accesso nel loro Paese.

Oggi circa 20 milioni di europee vivono in Stati membri dove l’aborto è limitato o negato. La mancanza di accesso a questa prestazione essenziale espone le donne a gravi rischi fisici, oltre che a stress psicologico ed economico. Alcune riescono a spostarsi in un altro Paese per esercitare il proprio diritto alla salute e all’autodeterminazione; altre, che non hanno questa possibilità, affrontano rischi concreti di complicanze che possono rivelarsi fatali.

Sostenere My Voice, My Choice significa garantire che i diritti delle donne diventino una realtà concreta in tutta l’Unione, assicurando a ogni europea l’accesso all’assistenza sanitaria essenziale, senza che il Paese in cui vive diventi un ostacolo.

I diritti non possono cambiare a seconda del Paese in cui ci si trova. L’autodeterminazione delle donne, anche in tema di salute riproduttiva, è un principio europeo irrinunciabile. E la Commissione europea deve istituire un meccanismo finanziario che consenta agli Stati partecipanti di garantire l’accesso all’interruzione sicura della gravidanza, nel rispetto delle rispettive normative nazionali, alle persone che non hanno accesso a un aborto sicuro e legale.

Dopo aver raccolto 1,12 milioni di firme, l’iniziativa “My Voice, My Choice” è arrivata nella plenaria di dicembre del Parlamento europeo e siamo riusciti a metterla nero su bianco in una risoluzione approvata con 358 voti favorevoli, 202 contrari e 79 astensioni.
Il problema è che in Europa riconosciamo salute, autodeterminazione, integrità fisica e mentale come diritti fondamentali, ma quando si tratta delle donne e del loro corpo questi diritti diventano marginali, negoziabili, diseguali.

Il sostegno all’iniziativa “My Voice, My Choice” significa ribadire che l’assistenza sanitaria essenziale deve essere equa e uniforme in tutta Europa.

L’autodeterminazione delle donne è un pilastro dello Stato di diritto che non può rimanere astratto, ma deve vivere nelle leggi, nei sistemi sanitari e nei comportamenti quotidiani. Per questa ragione abbiamo sostenuto con convinzione My Voice, My Choice, per costruire insieme ai cittadini un’Europa davvero civile e giusta.