“Secondo la destra al governo il voto in Consiglio europeo su rimpatri e Paesi Terzi è un successo: parlano di ‘certezza di procedure’ ma sanno benissimo che di certo c’è solo la sospensione dei diritti. E la definitiva esternalizzazione delle frontiere dell’Unione.
È questo uno dei punti chiave: stiamo andando incontro a un sistema del tutto arbitrario fatto di accordi con Paesi terzi, che pagheremo per prendere i richiedenti asilo. Nessuno avrà i mezzi per verificare il rispetto dei diritti umani, per non parlare dell’ipotesi degli hub di rimpatrio in Paesi Terzi.
Che questo poi significhi che i centri in Albania andranno a regime è tutto da vedere: come centri di rimpatrio? Forse. Ma come centri per le procedure accelerate di frontiera, che è lo scopo per cui sono stati costruiti, no. Per quello continuano ad essere fuori dalle regole.
Chi dice che così si potrà distinguere rapidamente tra migranti legali e illegali – al netto della brutalità del modo di parlare e di pensare le migrazioni – sa benissimo che questa deriva non servirà a distinguere meglio chi ha diritto o no a ricevere asilo. Si sta solo tirando una linea di demarcazione tra esseri umani di serie A, per cui valgono ancora i diritti, e persone di serie B il cui destino sarà sempre più quello di diventare merce di scambio elettorale.
Almeno la destra al governo trovasse il coraggio di ammettere che vogliono fare a pezzi il sistema del diritto di asilo come lo abbiamo costruito dopo le tragedie del Novecento”.
Cecilia Strada, eurodeputata PD