“La Relazione speciale” di gennaio 2026 “della Corte dei conti europea sul sistema di controllo per l’olio d’oliva in Europa mette in luce criticità serie anche per l’Italia. Il sistema europeo di controllo è solido sulla carta, ma la sua applicazione presenta lacune che non possiamo più ignorare. Chiedo al governo italiano di intervenire subito: servono controlli più rigorosi, verifiche sistematiche sulle importazioni e un sistema sanzionatorio efficace. Difendere l’olio d’oliva significa difendere il Made in Italy e la credibilità del nostro sistema agroalimentare”.
Così in una nota l’eurodeputato del Pd Dario Nardella. “In Italia i controlli non sono sempre completi: non vengono verificati sistematicamente tutti i parametri obbligatori, con il rischio concreto che prodotti non conformi sfuggano alle verifiche. Ancora più grave è la situazione sulle importazioni: negli ultimi anni non risultano controlli efficaci sulle partite di olio in ingresso. È un paradosso che danneggia i nostri produttori e mette a rischio la fiducia dei consumatori”, aggiunge l’eurodeputato dem. Sul tema della tracciabilità, infine, Nardella sottolinea: “La difficoltà di ricostruire l’origine dell’olio lungo tutta la filiera e l’incompatibilità tra i sistemi nazionali rappresentano una falla strutturale. Senza trasparenza e interoperabilità, il contrasto alle frodi resta incompleto”.