Stefano Bonaccini
Stefano Bonaccini
Agricoltura e Pesca
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Una politica agricola con meno burocrazia

Con un voto a larghissima maggioranza (629 voti a favore e solo 17 contrari), l’ultima Plenaria a Strasburgo del 2025 ha dato il via libera al pacchetto di semplificazioni della Politica agricola comune. Un risultato che chi lavora ogni giorno aspettava da tempo e che sarà pienamente operativo già dal 1° gennaio 2026.


Meno burocrazia, meno controlli ripetuti, meno carte inutili, per lasciare che gli agricoltori si concentrino sul loro lavoro, sulla qualità dei prodotti, sull’innovazione. Senza rinunciare ai nostri ambiziosi obiettivi di sostenibilità, garantiamo più flessibilità nelle regole ambientali, riconoscendo la specificità delle imprese agricole, soprattutto quelle biologiche e quelle più piccole.


Proprio ai piccoli agricoltori va uno dei segnali più forti: riceveranno fino a 3.000 euro all’anno, rispetto ai 1.250 attuali. Abbiamo anche aumentato gli anticipi dei pagamenti PAC, che passano dal 50% al 70% per i pagamenti diretti e dal 75% all’85% per i fondi dello sviluppo rurale. Vengono introdotti più strumenti per gestire i rischi, più capacità di reagire alle crisi climatiche e di mercato e un nuovo strumento per lo sviluppo aziendale: 75.000 euro per giovani e nuovi agricoltori che scelgono di aprire un’azienda. Un modo concreto per dire che l’Europa non può lasciare indietro nessuno.


Con queste misure liberiamo oltre un miliardo e mezzo all’anno in costi amministrativi: risorse che tornano nelle mani di chi produce, di chi difende il territorio, di chi crea lavoro. È così che si costruisce un’Europa più semplice, più vicina ai cittadini.

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